Mota

Mota è nato a Moncalieri nel 1981.

Nel 2002 si iscrive a una nota scuola di tecniche della narrazione, che abbandona due mesi prima del diploma.

Vive in montagna dal 2006, ha svolto i più svariati mestieri e si è dedicato alla musica rap, sua seconda passione, con lo pseudonimo di Invernomuto.

Nel fattempo non ha mai smesso di scrivere.

La Luce Inversa, ucito ad aprile per Wojtek edizioni, è il suo primo romanzo pubblicato.

LA LUCE INVERSA

Tre adulti, accomunati dall’essere stati vittime del trauma più atroce che possa marchiare l’infanzia: Vanessa abusata dal compagno della madre, Siddiq da un sacerdote, Martin dal nonno paterno. Tre vittime che, pur senza confessarlo a se stesse, non vorrebbero più essere tali. 

La camera a Luce Inversa, un ambizioso esperimento psicoterapeutico, basato su una tecnologia all’avanguardia, offre loro questa possibilità. Qui, le loro coscienze spezzate affiorano, emergono, esplodono, e insieme si confondono e si contaminano, dando origine a un racconto a tre voci, condiviso e oscuramente collocato in una dimensione onirica e sospesa. La Luce Inversa indica la via per una trasformazione. 

Tramite essa il buio dell’esistenza può essere scrutato, interrogato, raccontato, sanato; perché nell’inseguire la luce a ritroso, verso quell’inganno originario che rende soli per elezione del male, è insita anche la possibilità, non esente da rischi, di ritrovare una “casa”. Una casa in cui non sia manomessa qualunque forma di amore, e in cui tentare di scongiurare l’inferno.

Un romanzo potente, lucido e al contempo visionario, che conduce il lettore nel cuore di tenebra di adulti e bambini, con uno stile duro e poetico insieme. Un tentativo di trasfigurare, attraverso la letteratura, un vissuto autobiografico e non solo.

“Teso, complesso, lucido. Scritto ad alto livello, si inoltra con coraggio estremo nel territorio assassino dell’abuso psichico, fisico, esistenziale e morale frantumandone l’indicibilità”. Dario Voltolini

 

 

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